Retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici, il punto sulla trattativa

La retribuzione dei dirigenti scolastici non sembra essere una particolare priorità e proprio non si riesce ad allineare completamente la retribuzione all’anno scolastico in corso, così che vi è una costante indeterminazione rispetto agli emolumenti spettanti. È una condizione di incertezza costante e ripetuta che ricorre purtroppo anche quest’anno, con l’aggravante che siamo ancora in attesa del visto degli organi di controllo per la ridefinizione del riparto delle risorse integrative del FUN per gli anni scolastici dal 2020/2021 al 2022/2023, relativamente alla definitiva chiusura della coda dei vecchi e ormai superati Contratti integrativi regionali.

Anche la ripartizione della retribuzione di risultato e il pagamento delle reggenze per l’a.s. 23/24 è però in stand by perché, per motivi contabili, occorre prima avere la certificazione relativa agli anni scolastici precedenti. Considerando la velocità media degli organi di controllo, la previsione non è certamente di tempi brevi e questo provoca, ancora una volta, un ritardo inaccettabile nel pagamento dei compensi dovuti.

Naturalmente, vista questa situazione e considerata la definizione del nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici avvenuta nel bel mezzo dell’anno scolastico, anche il Contratto integrativo relativo all’anno corrente non è stato ancora definito, con l’aggravante che in questo caso è in discussione non solo la retribuzione di risultato, ma anche la retribuzione di posizione collegata alla fascia della scuola assegnata.

Tuttavia, un segnale positivo è che almeno sono riprese le trattative. Mercoledì 2 aprile, si è svolto infatti un incontro di contrattazione che è stato anche l’occasione per incontrare e salutare il nuovo Capo Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale, dott. Nando Minnella.

Il CIN 2024/2025 è il primo contratto integrativo che recepisce le novità del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici e che quindi definisce modalità diverse per l’attribuzione della retribuzione di risultato. A tal proposito, nel corso della riunione si è dato conto dell’avvenuta firma del decreto dei due Capi di dipartimento relativo alla individuazione degli obiettivi da assegnare ai dirigenti scolastici, per il quale si attende ora il via libera degli organi di controllo. Nel frattempo, sono state impartite indicazioni agli Uffici scolastici regionali per lo svolgimento di conferenze di servizio orientate a informare compiutamente i dirigenti delle novità in atto.

L’Amministrazione ha assicurato un forte impegno per limitare quest’anno l’impatto retributivo delle innovazioni introdotte, anche considerato che siamo ormai nel mese di aprile. È stato pertanto individuato un set limitato di obiettivi e vengono proposti quattro livelli di merito, di cui il più basso corrisponde alla valutazione negativa (inferiore a 30 punti), con un peso della retribuzione pari a zero. Gli altri tre livelli trovano una soglia minima rispettivamente in 31 punti (sufficiente valutazione), 55 punti (buona valutazione) e 80 punti (ottima valutazione), con un peso della retribuzione rispettivamente dell’80, del 90 e del 100 per cento. Le differenze retributive tra i diversi livelli quindi sono ridotte, essendo sufficiente ottenere almeno 31 punti perché il peso della retribuzione sia all’80 per cento, mentre sono necessari almeno 80 punti per ottenere un peso retributivo pari al 100 per cento.

È poi previsto un ulteriore riconoscimento: al 5 per cento, calcolato su base regionale, dei dirigenti scolastici che conseguono le valutazioni più elevate sarà corrisposta una maggiorazione della retribuzione di risultato, stabilita nel 30 per cento del valore medio pro capite della risorsa destinata complessivamente alla retribuzione di risultato. In questo specifico caso, è necessario individuare meccanismi per risolvere eventuali situazioni di parità di punteggio.

L’Amministrazione ha presentato alcune soluzioni che la CISL Scuola ha chiesto di modificare e integrare. I sindacati sono stati invitati a fornire proposte per il successivo approfondimento. La CISL Scuola ha chiesto inoltre che l’algoritmo di calcolo delle quote della retribuzione di risultato sia chiarito e formalizzato preventivamente e con precisione, anche perché la definizione degli importi per ogni dirigente scolastico è ovviamente dipendente dalla distribuzione del numero dei dirigenti scolastici nelle diverse fasce di punteggio; pertanto, la cifra spettante non potrà che essere realmente quantificata a posteriori, secondo meccanismi che devono essere di massima trasparenza. L’Amministrazione si è detta certamente disponibile a formalizzare i meccanismi di calcolo nella loro specificità.

Durante la discussione si è tornati a esaminare la definizione della retribuzione di posizione parte variabile, in relazione alla fascia di appartenenza. Se le nuove risorse derivanti dal CCNL fossero distribuite a pioggia, avremmo la conferma di una forte divaricazione tra la I fascia, che arriverebbe a 22.100,00 euro, e la III fascia, che si fermerebbe a 14.100,00 euro annui.

La proposta della CISL Scuola e di altre sigle è di valutare un intervento che sia invece differenziato sulle fasce e che segnali un riavvicinamento tra i due estremi, che appaiono eccessivamente distanti. Anche su questo tema l’Amministrazione ha chiesto di presentare proposte per un successivo esame.

Sono state poi avanzate richieste di modifica all’articolato in relazione ai tempi necessari per l’attribuzione della reggenza in caso di assenza del dirigente scolastico, affinché il periodo da considerare utile sia pari o superiore a 30 giorni.

A margine dell’incontro sono state chieste indicazioni sulla nota questione del versamento del 20 per cento dei compensi PNRR al Fondo Unico Nazionale. L’Amministrazione ha condiviso la necessità di fornire indicazioni univoche e ha anticipato che interpellerà Funzione Pubblica per una definitiva risoluzione della questione. Ha comunicato inoltre che il concorso ordinario sta procedendo regolarmente e che con ogni probabilità sarà possibile assumere a settembre prossimo i nuovi colleghi. L’intenzione è di chiedere l’autorizzazione all’assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili e sarà fornita adeguata informazione alle organizzazioni sindacali sul numero dei pensionamenti e sulle procedure assunzionali.

La CISL Scuola, insieme ad altre organizzazioni, ha chiesto infine che sia aperto quanto prima il confronto, in particolare sullo stress lavoro correlato, e che siano previsti tempi adeguati per la revisione dei criteri di punteggio per la definizione delle fasce, che vanno resi più efficaci e rispondenti ai fattori di complessità. È questa una condizione essenziale affinché la contrattazione relativa al prossimo anno scolastico sia affrontata per tempo, prevenendo i ritardi che invece oggi siamo costretti a subire.